Mapperò

NON SI DICE

Tag: napolitano

Pora Italia

Pora Italia, mia amata,
che sei stata data in sposa,
a chi t’ha solo sfruttata,
a chi t’ha sempre chiamata “cosa”.

Pora Italia che hai cenato,
ai tavoli delle grandi panze,
quelli che pe’ contorno hanno ordinato,
dei tuoi figli le speranze.

Che hai trovato pure er coraggio,
de lascia’ er marito violento.
Era’na sera de Maggio,
lui era giovane e se chiamava Cambiamento.

Ma Cambiamento se sapeva che era un po’ un puttaniere,
nun je importava avecce moglie,
piuttosto ‘na sedia pe’ er sedere.

Così t’ha lasciata tutta sola,
co’ chi prima te menava.
T’ha cambiato le lenzuola,
e t’ha detto “fa’ la brava”.

Che qui cambiano le facce,
e cambiano pure l’età.
Ma se so perse ormai le tracce,
de chi voleva davvero cambia’.

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Coerenzi

È il nuovo che avanza quello che oggi accadrà, è il nuovo che avanza con la vecchia vanità. È la dimostrazione che le belle parole se le porta via er vento, lasciando a chi le ha ascoltate er solito sgomento.

Se pensava che qualcosa fosse in realtà cambiato, un vento fresco, un qualcosa di insperato. Ma te svegli una mattina e riconosci l’ambizione, che passo dopo passo, ha preso il sopravvento su chi prima parlava de rottamazione.

La solita politica a cui siamo abituati, coi nemici nel governo e gli amici accoltellati. La politica che in 3 anni, c’ha tolto tutto in fretta, pure la possibilità de dì: “la prossima volta cambio scelta”. Tre governi in tre anni senza manco dì: “Scusate, si vabbè ‘n ve frega niente, ma ste persone chi l’ha votate?!” Tre governi in tre anni e c’è ancora chi parla di democrazia, quando neanche la più meschina Prima Repubblica se poteva inventà st’acrobazia.

Perché non ce stanno da fa’ troppe riflessioni e masturbazioni mentali, quando le motivazioni son fin troppo banali: un governo che nessuno ha votato, è come uno che decide la musica de ‘na festa, a cui manco è invitato, per questo non può esse ascoltato.

Ma le leggi, se sa, cambiano in fretta, e non so poi così rigide se c’è il padrone che aspetta.

E mo che i colpi di stato non se fanno più co’ la pistola, avemo scoperto che fa meno rumore, ma più feriti la tagliola. Perciò stamo tutti più sereni e spensierati, perchè mentre il declino nazionale prosegue e non si ferma, se prima pensavamo de nun contà niente, mo c’avemo la conferma.

 

 

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