Il tempo e la fine degli anni ’90

Il tempo, solo il tempo darà ragione, a chi oggi la cerca in questo teatro dell’assurdo, dove è permesso offendere, ma non restarsene offesi, demoralizzati, delusi, schifati. É il tempo l’unica arma che prevarrà, l’unico strumento che, inviso alle democratiche dittature che oggi qualcuno vanta di difendere, si imporrà con tutta la propria prepotenza, la propria democrazia e la propria giustizia, di essere davvero uguale per tutti.

Non è aver impedito un governo scomodo, non è aver reso instabile un paese, già di per sé traballante quanto un sabato sera, non è l’inammissibile giudizio di direzione politica del Presidente della Repubblica, è che Tu Popolo non puoi decidere per cose più grandi di te. É atroce, cinica, crudele la sentenza, ma questa è, nient’altro. 

Ed è a questo punto che viene da soffermarsi su un aspetto triste e demoralizzante: chi difende Mattarella, chi ne difende il ruolo istituzionale, chi ostenta l’ennesimo hashtag palesando la propria vicinanza al Presidente, urlando ai propri follower, un tanto compiaciuto quanto stravagante “Io sto con mattarella”, perde la grandiosa opportunità di domandarsi: “ma Mattarella sta con me?” 

Se l’incubo di un governo populista, ignorante, incompetente, burino, cafone, pericoloso e stranamente votato, è finalmente svanito permettendovi di dormire notti serene, al massimo un po’ agitate per il finale di quella serie tv, che dà un tocco di nuovo intellettualismo, una volta svegli resta l’incubo del come tutto ciò sia avvenuto. E di quel come ne siamo vittime tutti. 

Perché se il come può essere tollerato, a seconda del destinatario, allora siete fuori strada, fuori luogo, fuori dal vostro tempo. Fate parte dei mediocri, di quelli che chiudono un occhio e ridono sgraziatamente, quando l’ingiustizia li favorisce, sempre pronti poi a dichiararsi fraintesi, quando il tempo torna ad aggiustare il tiro.

Non c’è da star felici certo, ma neanche preoccupati. Ciò che è appena accaduto, è il canto del cigno degli anni ’90, di un sistema di potere consolidato, negli uffici pubblici, dove chi sa già di avere la pensione, non sa inviare un’email; nelle televisioni, nelle radio, nei giornali, dove fa carriera chi rinnega l’etica della propria professione; nelle aziende private, dove la precarietà del lavoratore è un qualcosa a cui brindare; nelle strade, dove la furbizia resta una virtù. É un sistema con le spalle al muro, che ha dovuto scoprire tutte le proprie carte, mostrandosi per ciò che è sempre stato. É il sistema che è stato criticato, odiato, combattuto, fin quando, che lo accettiate o meno, un volgare comico, con un gruppo di ignoranti cittadini, è riuscito a colpirlo nei suoi punti vitali, dando a chi ha vera e sana passione politica, nuovamente la voglia di avere un’idea, seppur contraria, e a chi ha sempre e solo avuto interessi politici, un nuovo lavoro da cercarsi.

Se foste solo un pizzico meno impegnati a fare ironia con i vostri meme, e a difendere, per pigrizia, posizioni di puro pregiudizio ideologico, vi accorgereste, ci accorgeremmo, che siamo vicini, e che finalmente in Italia, si è tornati ad avere una politica, un dibattito, un sentimento, che dà al tempo una nuova speranza e agli anni ’90 un’unica certezza.

Come quella che i bambini, o dicono la verità, o te la fanno dire.

 

 

 

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