Mapperò

NON SI DICE

Tag: elezioni

Coerenzi

È il nuovo che avanza quello che oggi accadrà, è il nuovo che avanza con la vecchia vanità. È la dimostrazione che le belle parole se le porta via er vento, lasciando a chi le ha ascoltate er solito sgomento.

Se pensava che qualcosa fosse in realtà cambiato, un vento fresco, un qualcosa di insperato. Ma te svegli una mattina e riconosci l’ambizione, che passo dopo passo, ha preso il sopravvento su chi prima parlava de rottamazione.

La solita politica a cui siamo abituati, coi nemici nel governo e gli amici accoltellati. La politica che in 3 anni, c’ha tolto tutto in fretta, pure la possibilità de dì: “la prossima volta cambio scelta”. Tre governi in tre anni senza manco dì: “Scusate, si vabbè ‘n ve frega niente, ma ste persone chi l’ha votate?!” Tre governi in tre anni e c’è ancora chi parla di democrazia, quando neanche la più meschina Prima Repubblica se poteva inventà st’acrobazia.

Perché non ce stanno da fa’ troppe riflessioni e masturbazioni mentali, quando le motivazioni son fin troppo banali: un governo che nessuno ha votato, è come uno che decide la musica de ‘na festa, a cui manco è invitato, per questo non può esse ascoltato.

Ma le leggi, se sa, cambiano in fretta, e non so poi così rigide se c’è il padrone che aspetta.

E mo che i colpi di stato non se fanno più co’ la pistola, avemo scoperto che fa meno rumore, ma più feriti la tagliola. Perciò stamo tutti più sereni e spensierati, perchè mentre il declino nazionale prosegue e non si ferma, se prima pensavamo de nun contà niente, mo c’avemo la conferma.

 

 

Il Governo che non c’è

Fermi tutti, che sta a succede?! Qui nun se capisce niente, è passato un mese dalle elezioni e ancora nun se sa, quando piove, con chi se la dovemo pia. Vabbè, dai risultati elettorali si evinceva del paese l’ingovernabilità, ma cazzo, almeno ce volete provà. Signor Bersani chi te l’ha fatto fà?! Facevi er grosso con la storia del giaguaro, hai visto un gatto e te sei cagato in mano. Hai alzato un po’ la testa con Grasso e cò la Boldrini, per carità na cosa l’hai vinta, ma era un po’ come rubà la merenda ai regazzini. Mo che sei er premier incaricato, te prego datte nà mossa, organizza sto mandato, qui non ce stà più tempo. Ma non l’hai visto Berlusconi?! In piazza insieme a duecentomila bambacioni, quelli so duecentomila permessi dati dall’ospizio, ma come fà la gente a crede ancora a quel tizio?! Mo per carità, non voglio prende posizione, ma è dovuta almeno na riflessione. So 20 anni che promette e nun mantiene, per carità fà ride, te la fa pia bene, ma me ricordo che fu cacciato a calci nel sedere e qui le colpe so due: la sinistra italiana se sa è indecente, ma il popolo fiji mia è deficiente.

Un popolo de corta memoria non può fà la storia, un popolo che da la colpa dell’impasse istituzionale, al movimento 5 stelle, ragiona male male. Che per carità nun saranno degli scienziati, ma qualcuno l’ha votati e se la colpa che a loro si addice è quella de non esse un movimento meretrice, che se svende per un par de quatrini ma resta coerente con l’idea votata, a casa la casta l’Italia va ribaltata, beh, er pensiero sale forte e il dubbio se fà strada, me sa che de vede na nazione vera, unita e amata, manco più la speranza c’è restata.

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